Friday 30 January 2026 - 11:13
Associazioni islamiche italiane condannano il vile atto di vilipendio religioso e politico nei confronti della Guida della Rivoluzione Islamica

Durante una manifestazione a Roma sono state bruciate le immagini dell’Imam Khamenei, in presenza di esponenti politici. Numerose associazioni islamiche hanno reagito con una presa di posizione netta, denunciando l’atto come una grave offesa al sentimento religioso.

Agenzia Hawzah News – Il vergognoso rogo pubblico delle immagini dell’Ayatollah Imam Seyyed Ali Khamenei, avvenuto martedì 20 gennaio 2026 nel corso di una manifestazione politica a Roma, rappresenta un atto incivile che non dovrebbe avere alcuna legittimità nella sfera pubblica europea. L’episodio, compiuto apertamente e documentato da immagini e riprese largamente diffuse sui media e sui social network, si è svolto alla presenza dell’ex Presidente del Consiglio e attuale senatore Matteo Renzi e di altri esponenti politici, senza alcuna presa di distanza o dissociazione.

Il gesto non si è configurato come una critica politica espressa nel confronto delle idee, ma come una distruzione simbolica e deliberata dell’immagine di una delle più alte autorità religiose del mondo islamico. È proprio questa natura offensiva e provocatoria a costituire il fulcro del comunicato diffuso il 22 gennaio 2026 da numerose associazioni islamiche e centri culturali attivi in Italia.

Nel documento, i firmatari ricordano che l’Imam Khamenei, oltre a essere la massima autorità politica di uno Stato sovrano e indipendente come la Repubblica Islamica dell’Iran, riveste il ruolo di “marjaʿ al-taqlīd”, riferimento religioso e giuridico di primaria autorevolezza per i musulmani sciiti a livello globale, riconosciuto dai seminari e dalle comunità islamiche di numerosi Paesi. Bruciarne l’immagine equivale pertanto a colpire direttamente la dignità religiosa di una vasta comunità di credenti.

Il comunicato va oltre la semplice espressione di indignazione e condanna l’atto come ignobile, richiamandone il significato morale, religioso e culturale, nonché le responsabilità legate al contesto politico in cui è stato compiuto. Le associazioni sottolineano come gesti di questo tipo riflettano una grave erosione del rispetto del sacro e delle più elementari norme di convivenza civile, resa ancor più grave dalla presenza di figure istituzionali che, con la loro partecipazione o inerzia, finiscono per legittimare simbolicamente l’oltraggio.

In questa prospettiva, i firmatari denunciano la crescente normalizzazione dell’offesa religiosa nello spazio pubblico europeo, spesso giustificata in nome della libertà di espressione, come una deriva pericolosa che svuota di contenuto il rispetto reciproco e alimenta tensioni, disprezzo e fratture profonde nel tessuto sociale. Un processo che, lungi dal favorire il confronto civile, contribuisce ad acuire i conflitti e a compromettere la convivenza tra comunità diverse.

Di seguito si riporta il testo integrale del comunicato diffuso dalle associazioni firmatarie.

COMUNICATO DI CONDANNA IN MERITO AI FATTI AVVENUTI DUE SERE FA A ROMA

Nel nome di Dio Clemente e Misericordioso

“Allah innalzerà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza. Allah è ben informato di quel che fate” (Sacro Corano, 58:11)

La notizia che martedì sera, a Roma, in presenza e con la complicità di un ex primo ministro italiano ed attuale senatore, siano state bruciate le immagini di uno dei più riveriti esponenti religiosi del mondo islamico, ci ha profondamente scossi e indignati.

Oltre a ricoprire la più alta carica politica di uno Stato sovrano e indipendente quale l’Iran, il Grande Ayatollah Khamenei è un Marja Taqlid (riferimento religioso per decine di milioni di musulmani sciiti in tutto il mondo) e un’eminente autorità spirituale, riconosciuta come tale dai seminari religiosi e dalle comunità islamiche di ogni nazione. Darne alle fiamme l’immagine non può che farci comprendere quanto in Occidente il rispetto di qualsivoglia principio morale e religioso, nonché delle più elementari norme di educazione e decenza, sia del tutto ignorato, quando non addirittura calpestato, come nel riprovevole caso presente.

Condanniamo fermamente un simile ignobile atto, pregando affinché Iddio Altissimo, Detentore di ogni forza e potere, guidi le persone smarrite e faccia prevalere la Verità e la Giustizia.

22 gennaio 2026

– Associazione Culturale Assirat

– Associazione Culturale Il Salvatore Atteso

– Associazione Donne Musulmane in Italia – Fatima

– Associazione Islamica Imam Mahdi

– Baab Ul Illm Brescia

– Centro Culturale Imam Alì di Milano

– Gioventù di Ghadir

– Imamiyah Welfare Organization Brescia

– Imamiyah Welfare Organization Milano

– Istituto di Studi Islamici al-Mustafa

– Madina Tul Ilm Education Center Carpi

– Unione delle Associazioni degli Studenti Islamici in Europa – Roma

A cura di Mostafa Milani Amin

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